LOGISTICA E SPEDIZIONI IN…CINA


Perché la logistica è così importante nel mondo dell’export? Non tutti sanno che dietro la parte logistica di ogni esportazione, c’è sempre un gran lavoro. Proviamo a chiarire cosa comprende la logistica e quali sono i fattori essenziali.

La Cina è la seconda economia più grande del pianeta ed è il Paese più popolato del mondo, per cui offre grandi opportunità alle aziende che vogliono espandersi. Anche se per alcune di esse, la Cina non rientra direttamente nella propria strategia di crescita, è bene tenerla in considerazione per una prospettiva economica più ampia.

Nonostante la Cina disponga di buone infrastrutture di trasporto, di un’economia basata sulla produzione ed è il maggiore esportatore al mondo, in termini di logistica, ad oggi, appare frammentata. La maggior parte delle aziende di logistica cinesi sono PMI che lavorano a livello locale; infatti, quest’ultime sono quelle ad avere prezzi più bassi e competitivi in termini di spedizioni. Trattandosi però di export e quindi, quasi sempre di spedizioni intercontinentali e/o internazionali, i costi di spedizione sono più elevati, e questo di conseguenza può influenzare negativamente gli acquisti dei consumatori cinesi (soprattutto i privati).

Ciò che contribuisce maggiormente all’espansione del settore logistico in Cina è il mercato e-commerce. I clienti cinesi sono abituati a ricevere i propri ordini velocemente e molti negozi online offrono la consegna in giornata. Viste le enormi distanze all’interno della Cina, è possibile trovare sul territorio molteplici corrieri veloci che coprono diverse aree geografiche e si occupano di piccole, medie o grandi spedizioni. Tra quelli maggiormente utilizzati vi sono:

  • CTO, TTK, Best Express, ZJS, STO, Yunda, YTO, ZTO, EMS (poste cinesi) e SF Express usati per piccole spedizioni. EMS è famoso per la sua copertura a livello nazionale, che comprende zone rurali non coperte dai corrieri privati.
  • Deppon, ANE, ZTKY, SF Express, ShengFeng, LBEX, CNEX sono usati in caso di spedizioni di una certa entità ed ognuno di loro copre solo alcune aree geografiche, motivo per cui è probabile che si debba usare uno o più corrieri prima che la merce arrivi a destino.
  • Alibaba e Jindong, i due più grandi marketplace di e-commerce, sono presenti invece con la propria infrastruttura di consegna nelle principali città cinesi.

Quando un’azienda decide di espandersi in nuovi mercati, è fondamentale che rifletta sul comportamento dei clienti. In che modo i clienti target acquistano i prodotti? Qual è il loro metodo di spedizione preferito? Capire le tendenze dei clienti influirà molto sul modo di fare business con la Cina ed avere successo.

Quando si importa o esporta merce da e verso la Cina, è obbligatorio il pagamento di tre tasse: dazi doganali, IVA e imposta sul consumo. A queste vanno aggiunti i costi di spedizione che variano a seconda della tipologia, della quantità di merce spedita e del mezzo di trasporto utilizzato. Se nella Cina orientale e centrale i tempi di spedizione variano da 1 a 3 giorni grazie alla rete di infrastrutture ben consolidate, nella Cina continentale, la cui rete di trasporti non è da meno, i tempi di spedizione possono raggiungere fino a 7 giorni. Di solito, infatti, il consiglio dato alle aziende che decidono di esportare in Cina è quello di aprire una sede logistica in loco, centralizzare l’evasione degli ordini in un unico centro di smistamento oppure utilizzarne un paio, meglio se dislocati vicino le principali grandi città.

Le leggi doganali cinesi sono diverse e per certi versi più severe rispetto a quelle degli altri paesi del mondo occidentale. Come abbiamo visto nell’articolo precedente, questo comporta la necessità di emettere una serie di documenti ad hoc per far sì che l’esportazione di un prodotto avvenga correttamente e possa raggiungere il Paese di mezzo senza incorrere in sanzioni o problemi di varia natura.

Il governo cinese, però, non si occupa di controllare solo che la documentazione sia corretta e che contenga le specifiche del prodotto esportato, ma un elemento a cui negli ultimi anni continua a prestare particolare attenzione riguarda il packaging.

La Cina, da sempre definita un paese con un tasso di inquinamento superiore agli standard consentiti, ha deciso, considerando il crescente aumento delle esportazioni, di adottare strategie volte alla sostenibilità, ammettendo all’interno del proprio territorio determinati materiali, imballaggi e prodotti esteri con caratteristiche adatte al mercato cinese. Per questa ragione, le aziende italiane si sono dovute adeguare alle richieste sopra citate per continuare a mantenere i rapporti con il più grande esportatore del mondo.

Nel caso specifico dell’export del vino in Cina, le norme prevedono ad esempio:

  • l’utilizzo di pallet con una particolare fumigatura, sottoposti a trattamenti termici o di essicazione per evitare la formazione di muffe.
  • che il vino destinato in Cina venga necessariamente refrigerato
  • che viaggi su mezzi refrigerati adatti al trasporto di bevande
  • che venga imballato con pellicola trasparente su cui si applica l’elenco dei vini presenti sul bancale.

Il mezzo di trasporto più diffuso per le spedizioni in Cina è la nave. Raramente, il cliente può chiedere di organizzare spedizione aeree se si tratta di ordini particolarmente urgenti, la cui data di consegna deve essere inferiore ai 2 mesi (circa) impiegati invece con il viaggio via mare.  

Si può trattare di ordini di media o grande entità che possono variare da 2/3  a 10/12 bancali o anche più. Nel primo caso si parla di “collettame”, cioè l’azienda importatrice decide, tramite un corriere di fiducia in Italia, di raggruppare più ordini provenienti da diversi fornitori e caricarli su nave con partenza da un loro hub logistico collocato in un punto strategico italiano; nel secondo caso, trattandosi di ordini più consistenti, il cliente incaricherà un corriere di fiducia che avrà il compito di ritirare la merce e caricarla su un container contenente l’ordine della sola azienda esportatrice. Quest’ultimo verrà sigillato al termine del carico e sarà imbarcato sulla nave per raggiungere la destinazione finale.

Possiamo quindi concludere che dalla preparazione all’evasione dell’ordine destinato al “nostro amato Paese”, le difficoltà prima burocratiche e poi logistiche non sono poi così poche? Assolutamente sì, e molte di queste sono un vero e proprio ostacolo per le PMI italiane che non possiedono (ancora) i mezzi e gli strumenti necessari per procedere.

Naturalmente, come alla fine di ogni articolo, non è tutto. La Cina ci riserva sempre grandi sorprese e novità. Curiosi di scoprire di cosa tratterà il prossimo articolo?

Ci vediamo sempre qui, vi aspetto.

再见!

E come sempre…. 加油 😊

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