L’EXPORT DEL VINO ITALIANO IN CINA


Storia ed evoluzione del consumo del vino in Cina

È ormai noto che il settore del vino rappresenta una grande opportunità di crescita per i produttori italiani. Nonostante il periodo storico in cui ci troviamo, il vino italiano continua a riscuotere un enorme successo, non solo in Europa, ma anche in quei paesi definiti di default “culturalmente diversi” dal nostro, come la Cina.

Anche se il Made in Italy è ampiamente riconosciuto ed apprezzato dai consumatori cinesi, non è sufficiente ad espandere il mercato. Questo, infatti, non esclude le molteplici sfide che le aziende, soprattutto PMI, devono affrontare per esportare vino in Cina.

Ma facciamo un passo indietro.

La storia del vino in Cina ha radici molto profonde: risale probabilmente al 220 a.C. quando l’uva veniva coltivata solo nelle regioni occidentali del Paese di mezzo; solo a partire dalla fine del XIX secolo, con l’introduzione della “Vitis vinifera” dall’Europa, sorsero le prime cantine commerciali.

Dopo la nascita della Repubblica Popolare Cinese, nel 1949, il governo avviò importanti programmi di sviluppo dell’agricoltura, includendo anche viticoltura ed enologia, grazie ai quali vennero introdotti vitigni di varietà internazionali quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.  

La domanda che ci viene spesso posta è: Quando i cinesi hanno iniziato ad amare il vino?L’interesse per il vino in Cina, si è sviluppato grazie alleesperienze di Millennial e Generazione Z. che hanno vissuto o viaggiato all’estero, soprattutto in Occidente ed hanno avuto la possibilità scoprire nuove bevande e alimenti. Se prima il vino era considerato un prodotto di lusso, adatto al gusto delle classi sociali più alte, oggi è diventato un prodotto di massa, degustato con sempre più frequentemente anche da donne e giovani, le principali categorie su cui sta maggiormente puntando il mercato vinicolo. Negli ultimi anni, infatti, il Paese del Dragone, è diventato uno dei maggiori consumatori di vino al mondo investendo moltissimo nella cultura e nel turismo di quest’ultimo.

Quando si parla dei consumatori di vino in Cina, ci si trova davanti a uno scenario variegato: dal consumatore avventuroso a cui piace sperimentare, ai tradizionalisti che cercano nel vino il prestigio (che al momento ritrovano nei prodotti stranieri), ai più giovani e attenti alle novità offerte dal mercato, fino al consumatore donna che apprezza il vino per le proprietà salutari benefiche.

Questo ci aiuta a riflettere su alcuni aspetti: prima di tutto è fondamentale capire le opportunità di business che il mercato verso cui si vuole esportare può offrire. Individuare la giusta strategia di marketing e adottare azioni efficaci che rendano “unico” il prodotto sono i successivi step per accedere ad un mercato che nel frattempo è diventato sempre più difficile da raggiungere e in cui vi è un’alta concorrenza di prodotti importati. Non è scontato che l’export funzioni per tutti i prodotti e allo stesso modo. L’errore più comune che un imprenditore possa fare è quello di pensare che le strategie commerciali messe in atto per un prodotto in un determinato paese occidentale, possano andar bene anche per la Cina.

Altro fattore da precisare: i consumatori cinesi hanno un accesso molto limitato alle informazioni di un prodotto, quindi acquistano e consumano vino passivamente. Questo incide negativamente sulle possibilità che possano acquistare in quantità maggiori o più frequentemente. Per ovviare a questo problema, sono state introdotte alcune strategie utili per avvicinarsi al mondo enologico cinese e di conseguenza arrivare “dritti” ai consumatori. Vediamo insieme quali sono queste strategie considerate vincenti:

Al primo posto troviamo il marketing di precisione. Quest’ultimo, chiave del successo di un prodotto in Cina, è seguito quasi sempre dal fattore linguistico, secondo cui la presenza di un buon interprete e la corretta registrazione del marchio cinese sono elementi imprescindibili. Al terzo posto troviamo i fattori esterni quali il prezzo, il packaging, la regione, il vitigno, lo stile e il gusto. Questi incidono sulla scelta del consumatore nell’acquisto di un vino piuttosto che un altro.

Secondo alcune statistiche, benché ci siano stati degli enormi progressi nella promozione del vino italiano in Cina, le esportazioni italiane rimangono ancora relativamente basse: l’Italia è il quinto paese esportatore in Cina, dopo Francia e Spagna. Ma le abitudini di consumo dei cinesi sono in continua evoluzione, motivo per cui il commercio vinicolo continua a crescere a livelli esponenziali.

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加油 🙂


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